20071212

P.S.

(post scriptum al post precendente, perchè penso-dimentico-scrivo-ricordo-creo-scrivo)

Penso che la lingua italiana sia primitiva. La sua naturale evoluzione, che ci sarebbe potuta essere, è stata naturalmente frenata dalla letteratura e dal fatto che questa si sia sempre presa tropo sul serio. Se Dante non avesse scritto quel che ha scritto, nessuno avrebbe ritenuto che quello fosse il modo corretto di scriverlo. Se non avesse espresso i concetti che ha tentato di esprimere, nessuno avrebbe stabilito che quello che ci aveva capito andasse detto a quel modo. E così le forme di tempi andati hanno inchiodato e frenato lo sviluppo della lingua.

Riguardo a questo:
LUI + LEI...
mismatch...
ciack ciack ciack...
è...
come...
tentare di infilare il pene...
dentro un altro pene...

20071211

Disquisizioni

Come dicono quasi anche altri sono più vecchio dei miei anni.

Petizionate QUI. Vi spiegherei, approfondirei, ma per chiarezza dovreste leggere ( allegato 1; allegato B). Poi non servirà che vi dica altro di più al riguardo. Approfondite per i cazzi vostri, belle bimbe.

Il Babbo Natale che tutti conosciamo non è quello vero. Il nostro è in realtà il suo gemello cattivo. E non è vero che non esiste, solo che le case non hanno più i camini. Così ci rifilano il gemello cattivo di babbo natale ogni anno, e questo non fa i regali, costringendo i nostri genitori a comprarli. Quello vero si nasconde. Le grosse multinazionali gli danno la caccia: vogliono mettere le mani sulla sua capacità di riprodurre i loro prodotti per portarli ai bambini buoni, e di entrare ovunque. Anche i suoi aiutanti si sono dati alla macchia.

Quando anche i miei anni diranno che sono vecchio, odierò le nuove generazioni, proprio come i vecchi di oggi odiano me.

20071122

dialoghi pateau-nietzsche - scena settima

plateau: "uff... fred, sposta quel gomito."
nietzsche: "scusa Yunnan. il fatto è che sono scosso."
plateau: "che cosa ti turba? altre pippe sul superuomo?"
nietzsche: "no."
plateau: "cosa dunque?"
nietzsche: "questo: nel passato, la gente viveva nel presente. ciononostante non facevano uso di tutti i ritrovati e le idee dei giorni nostri. questo mi pare sciocco se non assurdo."
plateau: "da quanto ci pensi?"
nietzsche: "moltissimo: sarà almeno da quando mi hai detto quella cosa del gomito!"
plateau: "e ancora non hai compreso la fallacia alla base del tuo ragionamento?"
nietzsche: "Guizhou, rivelamela, orsù."
plateau: "essi, gli abitanti del passato, intendo, non vivevano nel presente. bensì, era loro convinzione il fatto di vivere nel presente, e perciò usavano ed applicavano tutto ciò che pensavano ai giorni nostri dovesse appartenere."
nietzsche: "chiaro. ma dunque, domani che si dirà di noi?"
plateau: "al solito, tu verrai frainteso, ed io sarò usato come appoggio per strascinare i piedi."
nietzsche: "parlavo di un noi più ampio: intendevo noi come società contemporanea"
plateau: "in realtà non possiamo abitare l'oggi, perchè quello è riservato a chi verrà domani. altrimenti saremmo molto più avanzati di quanto crediamo di essere, sia a livello tecnologico che sociale."
nietzsche: "ma dunque, anche chi ci succederà potrebbe ripetere lo stesso ragionamento, ed in tal caso il presente non sarà mai inabitato da nessuno."
plateau: "è così."
nietzsche: "sono confuso."
plateau: "parlamene."
nietzsche: "curiosamente, e nonostante palesi evidenze del contrario, la gente continua ad essere ottimista."
plateau: "sanno, nel profondo, di fare parte di un processo in corso."
nietzsche: "ma ad ogni scatto dell'ingranaggio sociale, qualcuno di loro rimane schiacciato per sollevare un ascensore riservato a pochi."
plateau: "ah, ma quanto sono belli quelli là in alto. non sono forse vicini ai tuoi superuomini."
nietzsche: "le mie creature erano figlie di sè stesse e della propria mente, partoriti del loro stesso intelletto. non avevano l'esigenza di essere innalzati alle vette su cui erano nati."
plateau: "e allora forse stanno sussurrando alle orecchie di alcuni, gridando di essere raggiunti. e chi non ne condivide i doni di sangue, cerca nel sangue altrui di trascendere la propria non-super-umanità."
nietzsche: "parole colme di saggezza, le tue, ma se fosse vere allora i miei pargoli starebbero giocando ad un gioco crudele, sicchè nato senza ali un porco non potrà mai spiccare il volo."
plateau: "ah, ma con la cotenna dei suoi fratelli più appetitosi proverà certamente a planare."

20071020

io che mi scandalizzo

da qui ho scoperto cosuccie interessanti:
prima (19 ottobre)
seconda
risposta

ed ecco le mie riposte:
numero 1
e due

cazzo.

andate a firmare:
petizione 1
petizione 2

20071012

Computer Science

Sembrerà sciocco?

(era da un po che avevo in carta questo post, ma varie cause (una bottiglia, dei parenti, un invasione aliena) me l'hanno fatto posticipare).

20070924



Uno scarabocchio teneroseggiante. Poi Bianconiglio si è messo nella stessa posa.





Questo non so bene cosa dovesse rappresentare. In teoria ha una pistola nella mano dietro la schiena.







Ho copiato questa idea da XKCD.





Semplicemente un ape.





Raptor!







Questi disegni sono ispirati liberamente a soulfire.





Camelback Notation





Mi pare autoesplicativa.




20071001




Schema per basket







Expensive stick.





Giacca schifa.





Questa roba è ciò che di più attinente alla lezione io abbia prodotto.





Supa-supa-man







Yahr!





Giocoleria





20071009

al telefono per lavoro

Nella mia linea di lavoro per il Cattivo, mi capita di avere a che fare con vari individui che definire mitologici sarebbe un eufemismo. Ieri è di nuovo squillato il telefono.



Me: "Pronto?"

Interlocutore sconosciuto: "Parlo con Bovaz?"

Me: "Chi è che lo cerca?"

Interlocutore sconosciuto: "Sono Arnlaug. Chiamo per conto di Hel."

Me: "Oh, salve. Che cosa posso fare per la mia vecchia amica?"

Arnlaug: "Abbiamo avviato una campagna di reclutamenti per ampliare l'organico, e stiamo svolgendo dei colloqui."

Me: "Ah, bene, sono contento che la bimba di Loki abbia finalmente deciso di estendere le sue attività."

Arnlaug: "La principale ha messo il suo nome in cima ad una lista di possibili candidati per posizioni dirigenziali, e quindi l'abbiamo chiamata per sondare la sua disponibilità."

Me: "Guardi: il vostro è un progetto interessante, ma al momento sono sotto contratto con un altro gruppo."

Arnlaug: "Lo sappiamo. Per questo sono stato autorizzato ad offrirle la totale copertura delle spese necessarie per rescindere il suo attuale contratto di impiego."

Me: "No, guardi, sono onorato dell'interesse, ma ci tengo anche ad onorare fino in fondo il mio attuale impegno. Eventualmente se ne potrà riparlare alla scadenza delle mie attuali mansioni."

Arnlaug: "D'accordo, come preferisce. Grazie per il suo tempo, arrivederci."

Me: "Grazie a lei, salve. Mi saluti tanto Hel."

Arnlaug: "Provvederò."

Pochi minuti di nuovo, ancora il telefono. Non faccio in tempo ad alzare la cornetta che dall'altro capo cominciano a parlare.


???: "Bovaz"

Me (riconosco la voce. Non ho orologi digitali in vista, ma so che ora segnerebbero): "Hi Boss. Everything's fine?"

Satan: "Not really."

Me: "What's up?"

Satan: "You trouble me, boy."

Me: "Why's that?"

Satan: "I've been told you've been hearing from that bitch Hel, lately."

Me: "Her office phoned me a little while ago."

Satan: "So it's true indeed."

Me: "What?"

Satan: "That you are looking for another job position."

Me: "What??? Who told you that shit?"

Satan: "Guess..."

Me: "It was the Old One, wasn't it?"

Satan: "Actually, yeah."

Me: "And you did believe him?"

Satan: "Shouldn't i have?"

Me: "For fuck sake, he's your worst rival, and has a tradition for telling people bullshit."

Satan: "So, what was the call about, then?"

Me: "Well, they were offering me to apply for a management position..."

Satan: "So he WAS right!"

Me: "No way. I rejected their offer."

Satan: "Is that it?"

Me: "You bet."

Satan: "Ok, then. I trust in this."

Me: "That's good. Anything else?"

Satan: "No. Sorry for bothering you."

Me: "Not your fault. Bye."

Satan: "Bye."


Dopo questo ero piuttosto scocciato, così ci ho pensato io a fare una chiamata.


Destinatario: "Pronto Bovaz?"

Me: "Come cazzo ti permetti?"

Destinatario: "Calmati, che succede?"

Me: "Mi pigli anche per il culo??? Cristo di un Dio, hai una bella faccia tosta..."

Dio: "Lascia stare mio figlio, lui non centra."

Me: "Non me ne frega niente di sapere se tuo figlio centra o no. Cerca di non stare più ad origliare le mie chiamate."

Dio: "Non l'ho fatto."

Me: "E non controllare nemmeno i miei tabulati."

Dio: "Ok, d'accordo, scusa."

Me: "La prossima volta non te la cavi con una telefonata. Ti faccio un culo così a suon di querele."

Dio: "Non pensavo te la saresti presa così."

Me: "Fanculo."

Dio: "Comunque, già che hai chiamato..."

Me: "Che cosa vuoi?"

Dio: "No, niente, mi chiedevo..."

Me: "Cosa?"

Dio: "L'altro giorno, al parco."

Me: "Vuoi venire al dunque?"

Dio: "Quella ragazza, al parco."

Me: "Eh beh?"

Dio: "Che mi dici di lei?"

Me: "Te proprio non sai che cazzo fare se non stai a spiare la gente, vero?"

Dio: "Sono solo curioso..."

Me: "E' la commessa di una libreria dove vado ogni tanto. L'ho incrociata al parco e ci ho scambiato quattro chiacchiere."

Dio: "Tutto qui?"

Me: "Ma è possibile che voi pezzi grossi siate così tanto insicuri?"

Dio: "Che vuoi dire?"

Me: "Ogni volta che uno di noi altri si gratta il culo vi preoccupate di cosa possa succedere. State sereni, siete immortali."

Dio: "L'Eternità è noiosa, alla lunga."

Me: "Solo perchè vi fate problemi e non la vivete attimo per attimo."

Dio: "Ti ricordi di quando ci ho provato, hai visto che è successo."

Me: "C'hai anche fatto su un libro..."

Dio: "Un best-seller... Comunque hai visto il casino che ne è venuto fuori."

Me: "Scagliare piaghe, diluvi e spade fiammeggianti, non è quello che io intendo per "vivere attimo per attimo"."

Dio: "Beh, ma sul momento sembravano cose divertenti..."

Me: "Te l'abbiamo sempre detto: se non spieghi, la gente non capisce."

Dio: "Già. Eppure ci siamo impegnati a farli intelligenti."

Me: "Non è che solo perchè i pinguini hanno le ali devono saper volare..."

Dio: "E' vero..."

Me: "..."

Dio: "Vabbè, scusa ancora per il giochetto con Satana."

Me: "Figurati. Mi hai fatto incazzare, comunque. Cerca di non ripeterti."

Dio: "D'accordo. Ci si sente."

Me: "Ciao."



Giusto per curiosità, ho chiamato il servizio "credito residuo".


Voce registrata: "Benvenuto in Hermóðr. Per conoscere il suo credito residuo, prema 1. Per accedere alle prom..."
Voce registrata: "Il suo credito residuo è... 18... euro... e 87... centesimi. Per conscere le opportu..."

20070925

Bambole di puzza.

Mi potrei dedicare ad argomenti classici per un post/racconto/riflessione (sono infastidito dal fatto che non esistano pronomi/articoli/aggettivi/avverbi asessuati da utilizzare per elenchi/enumerazioni (per te)) come la creazione dell'universo, o come quella volta che ho attraversato l'aldilà per una donna, o come un romanzo harmony ambientato ai tempi di un dominio straniero con un'epidemia a fare da sfondo.
Oppure potrei fare la gioia di una persona parlando di cacca.

Invece eccomi qua senza un argomento ben definito. Per questo mi dedicherò alla definizione del fatto di avere un argomento, dimostrando nel contempo la totale mancanza di una tesi in quello che voglio dire.
Ecco, appunto.
L'altro giorno riflettevo che se io fossi uno dei cattivi di vari film/cartoni/fumetti, avrei vinto... Se fossi Magneto, in scioltezza. Se fossi i cattivi-quasi-divini di certi cartoni (spesso giapponesi) ancora con più facilità, perchè avrei poteri più vasti ed avversari anche più inetti. E dicono che nelle scuole le cose vanno tutte a rotoli.
Aha...
Scegliendo un personaggio mitologico, potrei essere Caronte, per il mestiere ed il relax, Thor, per causa manifesta, Loki, perchè gli voglio bene, Milingo, perchè se lo merita, un Leprecauno, come per Thor, le bombe di Hiroshima e Nagasaki, per disinnescarmi e approfittare della situazione per visitare il Giappone (Giappone Giappone Giappone, l'ho detto spesso oggi). Giocherei a rugby, football gaelico (non meritate un link), hurling, briscola, Munchkin.





Cosa stavamo dicendo?

20070910

nameless thing

Speciali. Nel non mondo della fantasia tutti siamo speciali. Ma invece cosa facciamo. Stiamo qui. Stiamo partecipando alla stesura del racconto che in futuro tradurranno in nuovi linguaggi, taglieranno, ricontestualizzeranno, e chiameranno storia? Forse siamo per lo più solo spettatori, e le persone che interpretano i personaggi principali non sono nemmeno più persone come vorremmo, ma cose, numeri, sequenze di lettere scritte su registri. Magari possiamo sperare che alcune persone siano almeno delle comparse. Almeno da spettatori ci rimane il diritto di rumoreggiare, applaudire i nostri idoli, o le scene che ci sono piaciute, ci hanno toccati, ci hanno commossi. Gridare i nostri "Buuuuh" ai personaggi che odiamo, a pessime interpretazioni. Sperare che le opinioni che mostriamo servano a fare cambiare qualcosa sul palco. O magari non siamo neppure spettatori. Stiamo lì e basta. Intorno a noi si svolgono gli atti della commedia, della tragedia, del dramma, di quel che è, come se noi fossimo la scenografia, anche meno. E intanto cosa? Ci chiamiamo speciali. Gridiamo a noi stessi che la mediocrità è di per sè speciale. Che immersi in masse mute, la nostra voce può farsi sentire. Io non la sento. Non mi piace il teatro. Il teatro puzza. Preferisco stare al parco di fuori e leggermi cosa ha scritto l'autore. Evito anche la critica. I critici sono i peggiori spettatori, perchè pretendono di aspettarsi qualcosa. Al kebabbaro ordinano il kebab, e non considerano neppure il felafel, ma poi si lamentano. Scelgono sempre la pizza dal menu, senza considerare variazioni sul tema, e storcono il naso se qualcuno propone variazioni sul tema. Ma poi perchè? Scegliere sempre solo dal menu forse li distingue in qualche modo da qualche cosa, ma secondo me li distingue solo per il fatto che tutti insieme su una massa di non-individui indistinguibili gli uni dagli altri. Se fossimo suoni, loro sarebbero una singola noiosa parola, ripetuta ossessivamente al punto da farle perdere ogni significato. Se fossero un coloro sarebbero tutti insieme un unica macchia di una tinta tra il marrone e il grigio. A me piacerebbe essere il colore che prende l'acqua quando cade, e la luce l'attraversa da ogni direzione. Non che io lo sia. Oltre tutto la troppa luce mi infastidisce, mi acceca, mi stanca proprio fisicamente. E con la troppa luce in genere fa anche caldo, e sono ancora meno propenso a sopportare il caldo rispetto alla luce. Peggio del peggio se il caldo è anche umido. Si suda come dei muli sovraccarichi semplicemente standosene sdraiati accanto ad un ventilatore. Non ci si può muovere che si comincia a grondare da ogni poro. Siamo esseri disgustosi: gli uccelli non sudano. Noi invece abbiamo ereditato anche questa simpatica caratteristica dalle scimmie. Oppure, se vogliamo ascoltare altri, Dio suda e puzza, perchè è come noi. Ed essendo come noi, anche lui è insignificante in mezzo a tanti altri simili. E allora che razza di Dio sarebbe? La religione riesce sempre a raggiungere apici di insensatezza ineguagliabili. Al cattolicesimo mancherebbe solo di dare la comunione con dei ferri da stiro e farebbe jackpot. Ora che l'ho scritto, probabilmente da qualche parte a qualcuno è venuto in mente che non sarebbe una cattiva idea, e si sta attivando per realizzarla. Inoltre ho paura che esista del porno che comporta un uso creativo dei ferri da stiro. Giusto a dimostrare che non stiamo bene, come specie. Specie noi altri, che fin da bambini siamo stati costretti ad imparare cose. Cose fondamentalmente inutili o inutilizzabili, ma che se messe tutte insieme ci mostrano chiaramente come sia fuori da ogni logica l'esistenza del genere umano. Saremmo frutto dell'evoluzione di scimmie. Secondo la selezione naturale, quindi, prendendo un umano medio e mettendolo in una foresta dovrebbe cavarsela meglio di uno scimpanzè? Siamo una devoluzione, o al meglio una situazione transitoria. Probabilmente tra qualche generazione faremo il salto della singolarità, e riusciremo a non essere più degli squallidi bonobi glabri. Magari riusciremo persino a non annichilire il nostro pianeta nel frattempo. Ma questo solo con tanta fortuna. è più probabile che porteremo questa sipatica massa d'acqua che chiamiamo Terra allo sfacelo, e anche in fretta. Vedo continenti adibito a parcheggio per i dirigenti. Vedo anche palloni sospesi per aria e contenenti ecosfere agricole. Ma non durerebbero. Qualche imbecille sbaglierebbe manovra con un aeroplano, e allora BOOM!. E poi per anni, all'anniversario, si riproporrebbero le stesse immagini, idee sempre più vecchie, lunghi elenchi di nomi. Fino a quando non capiti qualcosa di almeno altrettanto grosso, tipo la morte per ictus di qualche ciccione televisivo. Allora lì settimane di tv elegietica, un unica grande opera per celebrare a morte, massificandone immagini e simboli. Così tutti si sentiranno vicini ad un perfetto sconosciuto, e a distanza di mesi potranno guardare le stesse immagini soddisfatti, dicendo che era un grand'uomo e che "hey, guarda, quello sono io! Vedi, là in basso a sinistra. Son quello con la giacca di pelle marrone. Quello dietro la signora obesa col cappellino ridicolo che piange bagnando il cagnetto striminzito che ha in braccio." Non ci vergognamo? Io ci vergognerei se anche solo sperassi che possa servire a qualcosa. Ma poi la gente mi viene a dire che è giusto così (non normale, che avrei anche potuto capire, ma proprio giusto) perchè era una persona importante e buona e saggia e chissà che altro, quando le stesse persone che dicono queste menate hanno passato tutta la sua vita/carriera ad insultarlo per questo o quello (abitudini con le droghe, con l'alcol, col cibo, con le donne, con le tasse). Bene, io dico, bravi. Applausi davvero. Applausi anche per chi passa metà del suo tempo di veglia bestemmiando ed insultando il clero, e poi non perde occasione per mostrarsi a messa se ritiene che socialmente questo possa dargli qualche vantaggio o comodità. Complimenti. E poi come ci si può permettere di lamentarsi del comportamento dei "nostri rappresentanti eletti"? Come si fa, considerando che non si perde poi occasione di sottolineare come al loro posto si farebbe anche di peggio? Dovrebbero lasciare fare a me. Una dittatura tutta mia, dove prendo la gente, una persona per volta, li metto in una stanza e li guardo attraverso un vetro. Gli faccio una domanda ogni tanto. Poi decide a che tipo di lavoro forzato metterli. Farebbe schifo? Sì, certo. A me per primo. Ma che cosa volete, almeno mi leverei qualche soddisfazione a vedere un Mastella a spalare merda, o un Costanzo a raccogliere pomodori. Come potete vedere sarei anche clemente.

20070906

If I were a satanist (my phonecall with the BadGuy)

Yesterday i called Satan. He didn't answer on his mobile, so i thought he was somewhat busy, or working, or something.
Later (i was just about to have dinner) my alarm clock began ringing. As i noted it was showing 6:66 it stopped.
Then my mobile rang.


Me: "Hello?"

Satan: "Heya Bovaz. It's me, Satan."

Me: "Hi Big Boss. How are you doing?"

Satan: "Quite annoyed. It was an hard day at work."

Me: "What the hell happened?"

Satan: "That motherfucking dude. I can't bear him any longer."

Me: "Who?"

Satan: "Always that same one..."

Me: "Which one? The one hanging from the wooden sticks? Or the wurstel-eating-old-maggot?"

Satan: "Actually both."

Me: "I see..."

Satan: "..."

Me: "..."

Satan: "So... How was your day, then?"

Me: "Quite fine. I got you a couple fresh souls."

Satan: "Quite fine indeed. Girls?"

Me: "Yeah."

Satan: "Both of them?"

Me: "Yeah."

Satan: "Nice... Virgins?"

Me: "Nope... But one is pregnant."

Satan: "Great. Any Antichrist potential?"

Me: "Not really, i don't think so. Anyway i'll keep a close look."

Satan: "Good."

Me: "..."

Satan: "Listen, you've been looking for me right?"

Me: "Aye, i tried to call you a cople hours ago."

Satan: "Yeah, sorry, i was working and i left my mobile at home."

Me: "No problem. It's not an emergency."

Satan: "What was that about?"

Me: "I was wondering if you could refill me with some good karma. I gotta catch a fly to Moscow this saturday, and i wouldn't like that bloody karma-rule God put us in to ruin my holidays."

Satan: "Ok man. No problem."

Me: "Thanks Boss, you're a friend."

Satan: "Don't mention it. I'll take care of it tomorrow as i get to my office. Now i need a shower so badly i wouldn't care if hell froze."

Me: "I won't keep you anymore then. See you."

Satan: "Good bye Bovaz."



Andrebbe più o meno così.

(chiedo scusa a chi non capirà per motivi linguistici. Chi non capirà per cause diverse non credo meriti delle scuse.)