20070702

Di fine settimana, gazebi (gazebos?) e asfalto

Weekend impegnativo il passato, anche se poteva essere peggio.

In sintesi: Un uomo chiamato padre ed io siamo andati a sistemare una parte di campeggio (sul sito compare, da qualche parte, una foto in cui ci sono io, risalenta ad alcuni anni fa), perchè il suddetto uomo possa andare in vacanza con la gentil consorte, altrimenti nota come madre.

Svolgimento:
Venerdì:
padre: "domani sveglia presto"
io: "ok, ti chiamo alle due e mezza e partiamo"
padre: "no, facciamo più tardi che sennò arriviamo troppo presto"
io: "???... le tre?"
padre: "ti sveglio alle quattro."
io: "vabbè"

Poi mi sono messo a parlare con la BimbaPixie tramite scatola, dovendo anche sfruttare l'assistenza remota per fare in modo che il suo pc smettesse di mandare canzoni a caso senza che lei potesse intervenire in alcun modo. A iTunes era passata la voglia di avere qualsiasi forma di interfaccia col mondo, pare, e tutto d'un tratto, in maniera da spaventare la poveretta che non sapeva bene cosa stesse succedendo. Entrambi abbiamo trovato la cosa divertente.

Sabato:
Alle cinque mio padre si sveglia e mi chiama. Io mi ero addormentato alle tre. Dopo venti minuti siamo pronti e partiamo. Lui si rifiuta di farmi guidare, ma in qualche modo non crollerà dal sonno uccidendoci entrambi. Credo. Mi pare che non sia successo.
Le prime ore di viaggio andiamo via veloci. Io tramortisco le orecchie di mio padre con innumerevoli cd. Il mio preferito per il fine settimana è stato "Wild Like Children" dei Tilly and the Wall. Comunque anche Flogging Molly, Arctic Monkeys, Art Brut, Architecture in Helsinki e altri che ora non ricordo.
Poi il dramma. BOLOGNA.
Io non riesco a capire le code in autostrada. Cioè, se davanti c'è un incidente, o qualcosa di simile, dei lavori che bloccano tutta la carreggiata, ok, lo accetto. Ma non c'era nulla del genere su quella cazzo di carreggiata. Solo code di auto ferme che sembravano formarsi spontaneamente in mezzo al nulla. Non ha senso. In una coda del genere, la macchina davanti ha strada libera, quindi può andare senza fermarsi. Allora la seconda macchina ha strada libera, perchè la macchina davanti sta andando, quindi può andare senza fermarsi. Allora anche la terza macchina ha strada libera, perchè davanti ha due macchine che stanno andando, quindi può andare senza fermarsi. Così via così via, tutte le macchine davanti hanno solo macchine che stanno andando, quindi possono andare senza fermarsi. Invece no. Probabilmente abbiamo in strada qualche cretino che rallenta fino a fermarsi per non distrarsi dal dire i padrenostro che lo preserveranno dagli incidenti.
Questa situazione si è protratta per tre ore, quindi siamo arrivati al campeggio in piena ora del silenzio e non potevamo perciò metterci a montare la veranda e picchettare. Bene, un'ora di attesa da buttare.
Per fortuna c'era qualche mio amico, percui ho avuto un po' da chiaccherare. Voglio sottolineare il fatto che dopo avere parlato con sta gente, i nomi di tre amici su cinque me li sono dovuti fare dire la sera. Due di questi con una tale naturalezza che nessuno se ne è accorto, nemmeno loro, presenti in quel momento.
Nel frattempo ho constatato che in campeggio hanno fatto dei lavori del cazzo.
Tornato alla piazzola, abbiamo potuto iniziare a lavorare. Ma questo non prima di avere salutato i pensionati milanesi vicini di piazzola, che sarebbero capaci di denunciare un asmatico per i suoi rantoli talmente sono simpatici, ma si ostinano a non morire, o comunque a continuare a farsi vedere.

Le ore di sistema-sposta-monta non sono degne di essere raccontate.

Finalmente alle quasi-otto ci siamo messi in condizione di potere poi dormire, percui ci diciamo soddisfatti per la giornata. La mia reazione a questo è correre a gettarmi in mare.
Doccia, cena.
A cena pizza nel ristorante del campeggio. La pizza è molto migliorata rispetto lo scorso anno (sì, non ho detto che vado in quel campeggio da tipo 18 anni), ma riescono comunque a fare tutto bene tranne la piccola cosa che poi uno, per forza, nota. Non mettono il sale. Ma proprio per niente. E la birra sapeva di acqua.
Dopo cena ero d'accordo per uscire con il Mosca (non è un soprannome) e la BimbaPixie (se non fosse un soprannome credo avrebbe mutilato i genitori troppi anni fa. Oppure avrebbe eretto templi in loro nome. O entrambe le cose.) e andare al pub del paese a trovare le proprietarie e bermi il mio litro d'ordinanza. Solite cose che si fanno quando ci si ritrova dopo un po' di tempo, chiacchere varie ed eventuali. Le proprietarie mi promettono di cercare di procurarsi un fusto di Guinness da darmi alla spina quando tornerò, tipo verso metà mese. Poi la BimbaPixie è costretta alla fuga dall'arrivo del (unico) passaggio per tornare a casa, proprio mentre stavamo cominciando il pezzo clou della serata, che è insulta Emily (non me ne voglia male, sa che non lo odio, ma se li chiama proprio). Ah, Emily è un maschio, naturalmente.
Visto che volevo tornare un po' presto, ed il Mosca pure, verso le due e mezza, tre, siamo venuti via dal pub, e abbiamo deciso passare a salutare degli amici che avevamo scoperto essere in spiaggia a bere. Li abbiamo, naturalmente, trovati in condizioni pietose. Chiaramente, tra buio e tutto, non riuscivamo a capire chi erano, finchè uno di questi mi ha riconosciuto da lontano gridando il mio nome. Visto che loro stavano raccogliendo i propri resti per tornare a casa, noi altri siamo tornati in campeggio, con l'idea di fare quattro chiacchere prima di andare a dormire.

Così si è fatta l'alba, cazzo.

Domenica:
Visto che ero andato a dormire alle cinque, ho dormito se va bene tre ore, svegliandomi di continuo senza ragione e avendo un po' freddo ai piedi. Poi appena il tempo di lavarmi la faccia che abbiamo ricominciato a sistemare cose varie. A pranzo mozzarella e crudo comprati al market del campeggio, poi di nuovo al lavoro. L'ora del silenzio sono le due ore (non l'ho mai capito) dalle due alle quattro, quando cioè bisognerebbe fare la siesta. Dopo avere smontato e rimontato il cellulare, sono andato a cercare il Mosca per andarcene in spiaggia. Sotto il sole. Morte. Ma stranamente le ustioni da sole non sono tali da farmi soffrire, a riprova del fatto che il sole se la piglia con quelli che mettono le creme protettive, tralasciando gli altri. Varie chiacchere, si parla di attualità, lavoro, si insultano preti e politici. Poi finalmente il Mosca la smette di essere convinto che facendo il bagno la sua digestione si rivolterà contro di lui uccidendolo, e si nuota. Evviva davvero il mare e l'acqua in generale, perchè nuotare è rilassante.
Finalmente rinfrescati, siamo tornati ognuno alla sua roulotte, perchè entrambi dovevamo finire di montare della roba. Prima di cena lui se ne è tornato al suo paese, visto che anche lui era lì solo per il fine settimana a montare.
Allora a cena io e mio padre.
Di nuovo il ristorante del campeggio. Stavolta chitarra allo scoglio per entrambi. Sul menu chitarra era tradotto "typical abruzzese pasta". Memore della birra della sera prima, ripiego sui padroni di Babbo Natale. Poi facciamo la cazzata.
padre: "che dolci avete?"
cameriere generico: "un attimo che chiedo al cuoco."
...
c.g. [tornando dalle cucine]: "tiramisù al limone"
io: "??? tiramisù chè?"
c.g. : "tiramisù al limone"
padre: "va bene, portacene due"
Ci arrivano due piatti enormi con delle strisciate gialle di una specie di caramello giallo al limone, con un rettangolo che ha la consistenza di un buon tiramisù ed il sapore di del polistirolo a cui qualcuno abbia fatto vedere da lontano una bottiglia si sciroppo al limone di una qualche sottomarca. Scaduto lo sciroppo, naturalmente.
Caffè e fuga, sperando di non vomitare perchè a nessuno dei due va di dovere poi pulire.
Intorno alle ventidue vado nella zona del campeggio dove di solito ci si trova con altri miei amici, solo per constatare che probabilmente anche Emily ha fatto la mossa del Mosca, tornandosene al paesello per la settimana. Non volendo andare a bere da solo, tentenno, ed è qui che l'animazione mi da il colpo di grazia, con un remix techno dell'Arca di Noè.
fanculo, io vado a dormire.
In realtà scrivo un po' di sms in giro e mi lamento del freddo alle gambe. Ricevo un sms da una cabina telefonica, di cui quindi ora ho il numero (grazie BimbaPixie). Mi addormento e mi risvelgio con una frequenza allarmante. Credo di allucinare.

Lunedì:
Finalmente si fa mattina e si parte. Torniamo a casa io e il padre, che tornerà là tra un paio di giorni. Al ritorno le code dalle parti di bologna di limitano, e ci fanno perdere solo tre quarti d'ora.
Arrivo a casa, mangio, suona il telefono, chiacchero con la BimbaPixie, suona il telefono, poi ancora.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

...mare
sei una merdaccia

Jager_Master ha detto...

Vederti mangiare un tiramisù al limone potrebbe essere la cosa più bella del mondo. o la più brutta. ancora devo decidere.

Bovaz ha detto...

il sapore stava più nella seconda categoria, senza dubbio

Bovaz ha detto...

e chi è che si nasconde dietro l'anonimato? brio?

Jager_Master ha detto...

secondo me il programmatore che vive nella tuta da judo.

Bovaz ha detto...

ma dentro alla tuta tiene anche brio

Anonimo ha detto...

...il programmatore che vive nella tuta da judo?

Anonimo ha detto...

(=judogi)

Bovaz ha detto...

ma sì...
judo...
karate...
il pijama che si usa più o meno è lo stesso...

Jager_Master ha detto...

ahahahah....

Apo ha detto...

....Cacca? o No? Fatemi sapere grazie

Bovaz ha detto...

oggi non ancora

poppystuff ha detto...

quella della macchina in coda mi piace.
secondo me la strada è un cerchio... probabilmente la macchina in coda dietro di te è la testa!

cosafarearoma ha detto...

anche io tirami su limone
weekend